La bicicletta come veicolo di crescita personale ed emancipazione femminile

Rwanda Girls On Bike

IL CONTESTO

La bicicletta, grazie ai bassi costi di gestione e alla sua robustezza, rappresenta il mezzo di trasporto maggiormente diffuso in Rwanda sia per gli spostamenti personali che per il trasporto pubblico di persone e merci.

Pedalare è un'attività così naturale per il popolo rwandese che il ciclismo è uno degli sport più diffusi del Paese: la rete stradale relativamente buona, l'altitudine media superiore ai mille metri e l'andamento collinare del paesaggio favoriscono la costante formazione di nuove leve ciclistiche. Attualmente si contano cinque club ciclistici e una discreta attività agonistica che si concretizza ogni anno nel Tour du Rwanda e nella squadra nazionale del Rwanda che, nel corso degli ultimi dieci anni, si è andata affermando sempre di più a livello internazionale.

La presenza femminile tra i ciclisti professionisti è però attualmente molto limitata, ma le poche atlete presenti spiccano a livello nazionale e mondialenel 2015, per la prima volta, la ventenne Jeanne d’Arc Girubuntu, ha partecipato ai campionati africani e ai mondiali di Richmond in Virginia, ottenendo piazzamenti eccellenti.

IL PROGETTO

È in questo contesto e grazie alla collaborazione con il Bénédiction Club di Gisenyi - attivo dal 2005 nella formazione atletica ed umana dei migliori ciclisti rwandesi -  che Progetto Rwanda ha ideato Rwanda Girls on Bike, un ambizioso ed innovativo progetto per lanciare il ciclismo sportivo femminile rwandese.

L'iniziativa nasce dalla volontà di oltrepassare un ostacolo culturale, offrendo alle donne l’opportunità di cimentarsi in tale sport e sfruttando il grande potenziale che l'agonismo sportivo ha nel superamento di barriere etniche e nello sviluppo di uno spirito solidale e fraterno.

GLI OBIETTIVI

Rwanda Girls on Bike è finalizzato alla creazione di due squadre ciclistiche femminili presso due club già esistenti per diffondere rapidamente la partecipazione femminile, rafforzando al tempo stesso strutture, presenza e prestigio dei club coinvolti. Non a caso, il primo ambizioso traguardo del progetto è la partecipazione, per la prima volta, di un team femminile rwandese ai campionati continentali africani del 2018.

I club selezionati si trovano in due luoghi-simbolo del genocidio: Gisenyi, sulla sponda del lago Kivu al confine con la Repubblica Democratica del Congo - dove per ragioni storiche e politiche il genocidio fu pianificato e messo in esecuzione con particolare sistematicità e spietatezza - e Nyamata, dove si trova la chiesa parrocchiale cattolica, teatro dei più efferati massacri compiuti durante la guerra genocidaria, oggi tra i più noti memoriali.

A beneficiare di questo progetto saranno 20 ragazze entro i 25 anni di età e i loro nuclei familiari, per un totale di almeno100 persone.

Gli obiettivi fondamentali consistono nel:

  • - rafforzare l’empowerment delle giovani rwandesi, aumentando la consapevolezza dei propri diritti e favorendo la riduzione del rischio di gravidanze precoci;
  • - sostenere lo sviluppo psico-sociale delle giovani atlete;
  • - promuovere la creazione di attività generatrici di reddito;
  • - diffondere la pratica del ciclismo tra le donne rwandesi;
  • - favorire la formazione di una squadra nazionale femminile in seno a Team Rwanda;
  • - contribuire alla riduzione della povertà, grazie al miglioramento delle condizioni socio-economiche delle ragazze e delle famiglie coinvolte.